Pitta di San Martino

La pitta di San Martino è un dolce tipico calabrese, esattamente della provincia di Reggio Calabria, zona dell’Apromonte, che si prepara esclusivamente per festeggiare l’estate di San Martino. Con questa festa s’indica il momento in cui si assaggia il vino novello in modo da tenerlo sotto controllo. È proprio nel periodo autunnale che quest’operazione è eseguita e vi è anche un detto tipico che si usa dire in Calabria: “A San Martinu ognu mustu è vinu, a San Nicola di ogni gutta si fa a prova, a la ‘Mmaculata ogni gutta va trivellata.

Proprio per San Martino, le donne calabresi usavano preparare dei cibi sfiziosi che consentivano di mandar giù il vino nuovo. Ecco perché sulle tavola non mancava mai il pane fatto in casa, le olive schiacciate, i sott’oli e i salumi.

Ma che festa sarebbe senza dolci? Ed ecco che arriva lei, la pitta di San Martino, ovvero un grande biscotto rotondo ripieno di frutta secca macerata nel vino cotto. Curiosi di scoprire come preparare la ricetta della mia nuova bontà? Seguitemi!

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pitta di san martino
  • DifficoltàFacile
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione1 Ora
  • Tempo di cottura40 Minuti
  • PorzioniPer 4 pitte
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàAutunno

Ingredienti

Per la pasta

2 kg farina 00
600 g zucchero
150 g strutto
6 uova
1 bacca vaniglia
2 scorze di limone (grattugiate)
25 g ammoniaca per dolci
q.b. latte (tiepido)

Per il ripieno

q.b. vincotto
2 tazze caffè (zuccherato)
2 scorze d’arancia (tagliate a striscioline sottili)
100 g fichi secchi
250 g noci
200 g mandorle
100 g uva passa

Preparazione

La preparazione della pitta di San Martino inizia dal ripieno, che dovrà macerare per 2-3 giorni circa. Mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida per circa 10 minuti e nel frattempo tritate la frutta secca grossolanamente e versatela in una ciotola.

Trascorso il tempo di riposo dell’uvetta, strizzatela bene e unitela al resto della frutta secca.

Unite ora le scorze d’arancia tagliate sottili e senza la parte bianca, altrimenti renderanno il ripieno amaro. Ora unite le tazzine di caffè zuccherato e il vino cotto fino a coprire la frutta secca. Mescolate bene con un cucchiaio di legno e lasciate macerare il ripieno per 2-3 giorni.

Al terzo giorno di riposo del ripieno, preparate l’impasto. Versate la farina su una spianatoia di legno e fate la fontana al centro, quindi unite lo zucchero, le uova, lo strutto, la vaniglia e le bucce dei limoni.

Iniziate a impastare il tutto con la punta delle dita, quindi rifate la fontana al centro e unite l’ammoniaca per dolci e il latte tiepido a filo.

Impastate ben tutti gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Stendetelo con il mattarello in una sfoglia sottile di circa 0,5 mm. Ricavate tutti i dischi che dovranno avere diametro di 20 centimetri e procedete al riempimento.

Prendete il ripieno, mescolate nuovamente e scolate il vino in eccesso, altrimenti fuoriuscirà dalla pasta. Abbiate cura di lasciare i bordi scoperti, altrimenti poi non riuscirete a chiudere la vostra pitta.

Una volta che avrete disposto il ripieno, coprite con il secondo disco di pasta e pizzicate tutto il bordo in modo da chiuderlo alla perfezione.

Proseguite in questo modo fino a esaurimento degli ingredienti, quindi con la pasta che vi avanzerà preparate le decorazioni da disporre su tutte le pitte. Io ho decorato in maniera classica, con dei cordoncini di pasta e delle stelline.

Disponete le pitte su una placca ricoperta di carta forno e cuocetele in forno statico preriscaldato a 180°C per 40 minuti. Trascorso il tempo di cottura, sfornatele e lasciatele raffreddare su una gratella.

La pitta di San Martino è pronta per essere servita in tavola.

I consigli di Franci

La pitta di San Martino si conserva fino a una settimana ben chiusa sotto una campana di vetro.

Può essere confezionata e regalata.

Si prepara anche per Natale.

Si sconsiglia la congelazione.

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